Dai tempi di un glorioso e muscoloso Arnold Schwarzenegger, si sente parlare di “shock the muscle”. Oggi cerchiamo di comprendere il significato di questa frase. Shockare i muscoli, ossia sollecitare i fasci muscolari portandoli a sforzi sempre differenti. E con metodi diversi.

Stimolare e sorprendere i muscoli

Detta così potrebbe sembrare un’operazione complicata. Tutt’altro! Allenare i fasci muscolari con un “effetto sorpresa” è semplicissimo. Proviamo con un esempio chiarificatore. Se durante la sessione di allenamento precedente sono state eseguite 6 serie da 8 ripetizioni di squat con un carico di 80kg, 50 secondi di riposo e un tempo di 20Y (dove Y equivale alla fase concentrica esplosiva), per shockare i muscoli seguite queste variazioni.

  • aumentate il carico
  • diminuite il tempo di riposo
  • cambiate il numero di ripetizioni
  • modificate il tempo Y

Ecco che in questo modo avrete sorpreso i vostri muscoli. Essi, infatti, stimolati in maniera differente rispetto al solito modo di lavorare, riceveranno stimoli nuovi.

La strategia vincente per shockare i muscoli

Non ci sono molti segreti e formule magiche. Al fine di shockare i muscoli spesso, è sufficiente variare ciclicamente una delle misure elencate. Cambiando intensità, movimento e tempo si otterranno così risultati duraturi e visibili. Non bisogna abituare i fasci muscolari a lavorare sempre nello stesso modo. Si correrebbe il rischio di assuefazione del muscolo. La conseguenza di tale adattamento porterebbe a un notevole rallentamento della capacità di progresso delle fibre. Cambiando accessori ed esercizi, invece, si favoriscono lo sviluppo e il progresso di tutti i muscoli.

Attenzione al movimento

Questi consigli sono utili sia per chi pratica bodybuilding, sia per tutti gli altri sportivi (corridori, podisti, nuotatori). Il concetto di “shockare i muscoli” si deve ovviamente contestualizzare alla tipologia di muscolatura che si ha e allo sport che si segue. La variazione degli esercizi deve comunque mantenere il focus sulle caratteristiche specifiche da migliorare. Al contrario, si rischierebbe si sviluppare fasci non utili all’attività principale. In alcuni casi, quindi, la scelta migliore sarà da variare la flessione, in altri la velocità.